/// CRONACA 20 maggio 2026 #sicurezza#rischi#normative

I rischi dei robot: in azienda, in casa, nella società

Un robot che cade, che viene hackerato, che causa un licenziamento o che registra i tuoi figli in casa. I rischi dei robot non sono quelli della fantascienza — sono concreti, legali, economici e sociali. Una guida pratica per valutarli prima di decidere.

Prima di acquistare o deployare un robot, la domanda giusta non è solo “cosa può fare?” ma “cosa può andare storto?”. I rischi sono reali, variano per tipo di robot e contesto, e alcune categorie sono ancora in una zona grigia normativa. Ecco il quadro completo.

Rischi fisici e di sicurezza

In azienda: la collisione esiste, anche con i cobot

Un robot collaborativo (cobot) è certificato per lavorare fianco a fianco con gli operatori senza barriere fisiche. Ma “certificato collaborativo” non significa “impossibile che faccia male”. Significa che la forza di contatto è limitata entro soglie definite da norme (ISO/TS 15066): generalmente la pressione di contatto non deve causare lesioni permanenti in caso di collisione involontaria.

I rischi residui restano:

  • Presa accidentale: se l’operatore mette la mano nel punto sbagliato durante una presa del cobot
  • Utensili montati: un cobot con una punta trapano o un cutter non è più intrinsecamente sicuro — la norma prevede un’analisi del rischio specifica
  • Velocità elevata: GoFa di ABB è il cobot più veloce sul mercato (2,2 m/s TCP) — alla massima velocità, la zona collaborativa si restringe o si annulla

Chi è responsabile se succede qualcosa? In UE, la Direttiva Macchine 2006/42/CE (in aggiornamento con il Regolamento Macchine 2023) stabilisce che il produttore è responsabile se il robot è difettoso; l’integratore è responsabile per la configurazione della cella; il datore di lavoro è responsabile per la corretta formazione degli operatori.

In casa: robot domestici e responsabilità civile

Un robot domestico che cade su un bambino o graffia un pavimento di pregio: chi paga? La legislazione italiana (come quella europea) non ha ancora una norma specifica per robot domestici. Si applicano le norme generali di responsabilità del prodotto (D.Lgs. 206/2005).

Per ora il rischio più concreto per un robot domestico non è la lesione fisica (i dispositivi consumer hanno limiti di forza molto bassi), ma il danno materiale a oggetti o animali domestici.

Rischi di cybersecurity

I robot sono computer connessi in rete. Come tali, sono vulnerabili.

Cosa può fare un attaccante con accesso a un robot industriale?

  • Modificare i parametri di movimento (crash intenzionale, danni a prodotto o linea)
  • Estrarre dati di produzione (segreti industriali)
  • Usare il robot come pivot per accedere al resto della rete aziendale
  • Rendere il robot inutilizzabile (ransomware industriale)

Casi documentati: nel 2022 ricercatori di Trend Micro hanno dimostrato attacchi proof-of-concept su robot industriali di diversi produttori. Nel 2024 sono stati documentati casi di ransomware che hanno bloccato flotte AMR in magazzini europei.

Robot umanoidi con AI: un vettore di attacco nuovo. Se il modello AI che controlla il robot viene manipolato (prompt injection, adversarial input), il comportamento del robot può essere alterato. È un’area di ricerca attiva, non ancora un rischio operativo diffuso — ma è un rischio reale nei prossimi 3-5 anni.

Come mitigare: segmentazione della rete (robot su VLAN separata), aggiornamenti firmware regolari, nessuna connessione RDP/SSH aperta verso internet, log di accesso monitorati.

Rischio economico: dipendenza dal fornitore

Se il produttore del tuo robot chiude o viene acquisito, cosa succede?

  • Robot tradizionali (FANUC, KUKA, ABB): rischio basso. Sono aziende con 50+ anni di storia, mercato secondario di parti sviluppato, community di programmatori ampia.
  • Startup umanoidi (Figure, Apptronik, 1X): rischio medio-alto. Molte di queste aziende stanno bruciando capitale e dipendono da round successivi. Se una chiude: nessun supporto, aggiornamenti AI bloccati, robot potenzialmente inutilizzabile.
  • Modelli AI cloud-dipendenti: se il modello AI gira in cloud e il servizio viene interrotto, il robot si ferma. Questo è un rischio reale per robot che usano API AI esterne (ChatGPT, ecc.) per il controllo.

Cosa chiedere al fornitore: c’è un’opzione di funzionamento offline? Cosa succede al robot se il cloud cade? I dati di configurazione sono esportabili?

Rischi legali e normativi

EU AI Act (applicabile da 2025-2026)

L’EU AI Act classifica i sistemi AI per livello di rischio. I robot con AI rientrano in categorie diverse in base all’uso:

  • Alto rischio: robot in ambienti con persone vulnerabili (ospedali, RSA), robot per infrastrutture critiche, robot con sistemi biometrici. Richiede valutazione di conformità, trasparenza, supervisione umana.
  • Rischio limitato: robot con AI per interazione (chat, assistenza vocale). Richiede disclosure (l’utente deve sapere di interagire con un’AI).
  • Rischio minimo: robot industriali in ambienti controllati. Nessun obbligo aggiuntivo rispetto alle norme di sicurezza macchine esistenti.

Per chi acquista un robot con AI per uso in azienda: verificare la classificazione EU AI Act del sistema prima dell’acquisto. I contratti con produttori USA potrebbero non essere aggiornati con i requisiti EU.

Privacy e GDPR

I robot con telecamere sono sistemi di sorveglianza. Le implicazioni GDPR:

  • In azienda: se il robot riprende i dipendenti, serve informativa privacy adeguata
  • In casa: i robot domestici con camera e microfono raccolgono dati sensibili. Dove vengono elaborati? Restano in locale o vanno sul cloud del produttore?
  • Bambini: norme specifiche per il trattamento di dati di minori (Art. 8 GDPR)

Boston Dynamics Spot e altri robot industriali con telecamere richiedono una valutazione di impatto (DPIA) prima del deployment in ambienti con persone.

Rischi sociali: il lavoro

Il tema più discusso, con la risposta più onesta: dipende da come viene gestita la transizione.

I dati attuali mostrano che l’automazione robotica:

  • Elimina task ripetitivi, fisicamente pesanti o pericolosi
  • Trasforma il ruolo degli operatori (da esecutori a supervisori e programmatori)
  • Crea nuovi ruoli (manutentori robot, programmatori, fleet manager)
  • Non elimina ruoli ad alto valore cognitivo o relazionale nel breve termine

Il rischio reale non è l’automazione in sé, ma la velocità di transizione senza politiche di riqualificazione adeguate. Per un’azienda che introduce robot: pianificare la formazione dei dipendenti esistenti è un vantaggio competitivo prima ancora di essere un obbligo etico.

Il rischio psicologico: a casa con i robot

Un territorio ancora poco esplorato. Alcune evidenze preliminari:

  • Relazione bambini-robot: i bambini tendono ad antropomorfizzare i robot, attribuendo loro emozioni e intenzioni. Questo può creare dipendenze o aspettative irrealistiche.
  • Anziani e robot assistivi: i robot come ROBEE in ambienti sanitari possono ridurre l’isolamento, ma rischiano anche di sostituire il contatto umano che è terapeuticamente essenziale.
  • Fiducia eccessiva: il principale rischio psicologico con i robot dotati di AI è delegare decisioni che non andrebbero delegate — “il robot ha detto di farlo” come giustificazione per scelte umane.

Come valutare i rischi prima di acquistare

Una checklist pratica:

RischioDomanda da fare al fornitore
SafetyQual è il safety rating? Devo fare una risk assessment specifica?
CybersecurityI firmware si aggiornano automaticamente? C’è una policy di vulnerability disclosure?
DipendenzaIl robot funziona offline? Cosa succede se voi chiudete?
Legale/EU AI ActIl sistema è classificato ad alto rischio AI Act? Avete la documentazione di conformità?
PrivacyI dati video/audio vanno in cloud? In quale paese? Posso disattivarli?
EconomicoQual è il costo di uscita? Posso cambiare fornitore senza perdere tutto il know-how?

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